Raccolto delle nocciole in Piemonte: cosa dicono i dati aggiornati 2025

Poco prima dell’inizio dell’ultimo raccolto delle nocciole erano emerse a livello nazionale stime molto preoccupanti sull’entità delle produzioni. In particolare per il Piemonte le previsioni di Gianluca Griseri, tecnico corilicolo titolare di Nocciolo Service, stimavano una perdita del 50/60% complici le anomalie climatiche e le recrudescenze di vecchie e nuove avversità parassitarie.

Ad alcuni mesi dal termine delle operazioni di raccolta, anche per meglio capire quali potranno essere nei prossimi mesi gli orientamenti dei mercati, è utile fare un bilancio consuntivo su come siano andate le cose nella realtà. Inoltre conoscere se sia andata così male dappertutto oppure se ci siano state situazioni pedoclimatiche e agronomiche in cui è stato possibile fare buoni raccolti, può sicuramente servire  per ricavare indicazioni utili su come far fronte alla crisi in atto.

Abbiamo così intervistato di nuovo Gianluca Griseri per fare con lui un bilancio consuntivo sul raccolto del 2025.

Gianluca Griseri

Le stime per il raccolto piemontese di nocciole 2025 da lei fatte poco prima della raccolta inducevano al pessimismo a causa di una intensa cascola anticipata che aveva colto di sorpresa i corilicoltori in tanti areali del Piemonte. A qualche mese dalla fine della raccolta, quando tutta la produzione è in magazzino, quale bilancio si può fare per la campagna trascorsa?

Rispetto al raccolto 2024 che, vi ricordo, era stato molto scarso, la produzione per il 2025 è sicuramente in aumento. Si stimano circa 110.000 quintali di nocciole in guscio raccolte, cioè un 30-35% in più dell’annata precedente, ma allo stesso tempo un 50-60% in meno rispetto al quantitativo potenziale per l’intera area piemontese.

Estendendo lo sguardo agli altri areali produttivi italiani, il calo di produzione è stato generalizzato in tutte le regioni corilicole italiane, in particolare il Lazio e la Campania. Complessivamente si calcola che a livello nazionale il calo di produzione di nocciole sia stato del 50-60%. A conferma della gravità del problema, è di questi giorni la Delibera della Giunta Regionale del Lazio che propone al Ministero dell’Agricoltura l’approvazione della proposta di dichiarazione di eccezionalità dei danni subiti dalle aziende corlicole.

Raccolto italiano di nocciole 2025 presentato da Gianpaolo Rubinaccio all’incontro bilaterale Eu-Turchia

A livello internazionale è ormai confermato il calo di produzione anche per la Turchia e per altri paesi come Spagna, Francia, Polonia, Romania, Bulgaria, Serbia, Macedonia e Croazia.

Le fosche previsioni sono state confermate in tutti gli areali produttivi o forse c’è stata qualche gradita sorpresa? In particolare quali sono stati i contesti in cui il raccolto è stato normale e al contrario quelli in cui invece è stato disastroso?

In Piemonte alcune zone, in base alle diverse fasce altimetriche, in comuni dell’alta Langa quali Lequio Berria, Arguello, Somano hanno avute buone produzioni, mentre scendendo verso il basso, ad esempio nella zona dei Roeri, dell’Astigiano e dell’Alessandrino, la produzione di nocciole si è drasticamente ridotta.

Un discorso a parte va fatto per le aree del Cuneese e del Saluzzese dove i noccioleti sono quasi interamente irrigabili, i terreni hanno una buona dotazione di sostanza organica e gli impianti sono nella quasi totalità più giovani. Qui le produzioni sono risultate buone sia in termini di quantità che di qualità.

Grazie all’aumento dei prezzi delle nocciole, complice anche il forte calo produttivo della Turchia, sono buone le entrate di chi è riuscito a fare un raccolto normale, ben diversamente invece è andata per molti altri produttori

L’aumento dei prezzi delle nocciole fino alla metà di novembre è stato praticamente inarrestabile, raggiungendo soprattutto per le nocciole I.G.P delle Langhe quotazioni mai viste prima. Naturalmente per le aziende che hanno avuto buone produzioni è stata “manna dal cielo”, mentre per i produttori che hanno raccolto 3 o 4 quintali per ettaro, l’incasso per l’ennesima volta non ha coperto i costi di produzione.

Rispetto alla campagna precedente, l’incremento dei prezzi delle nocciole ha determinato l’aumento delle aziende che hanno realizzato o realizzeranno ancora nei prossimi due mesi nuovi impianti di nocciolo, privilegiando l’utilizzo di piante varietà Biglini rispetto alla TGL.

Non ci resta che sperare in un inverno “normale” con neve, piogge e temperature adatte al periodo. L’ultima annata di buona produzione di nocciole per il Piemonte fu quella del 2020, anno del Covid, dove nevicò molto e le temperature risultavano essere nella media stagionale. Nei prossimi giorni inizierà la fase di impollinazione. In alcune aziende distribuite un po’ in tutte le zone di produzione, in collaborazione con i tecnici della Fondazione Agrion verranno condotte delle prove di impollinazione artificiale.

Fioritura su varietà Biglini – Foto Gianluca Griseri

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Pubblicato 13-01-2026

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