PROVA SPERIMENTALE A CURA DEL SERVIZIO TECNICO ASSOFRUTTI SU NOCCIOLO VARIETA’ NOCCHIONE IN LOCALITA’ NEPI (VT)
Contesto della prova e motivazioni della sperimentazione
La sperimentazione nasce dalla necessità di migliorare la stabilità produttiva del nocciolo intervenendo sia sulla qualità del suolo sia sull’efficienza fisiologica della pianta, in un contesto climatico caratterizzato da frequenti stress idrici e termici. L’appezzamento oggetto di studio presenta un’età di 7 anni, collocandosi nella fase iniziale di piena produttività, ma non ancora all’apice fisiologico, generalmente raggiunto oltre il decimo anno.
La campagna 2024/2025 è stata caratterizzata da basse rese ad ettaro e significative perdite di prodotto, riconducibili principalmente a fenomeni di cascola fisiologica, legati a squilibri tra attività fotosintetica, disponibilità nutrizionale e capacità della pianta di sostenere il carico produttivo nelle fasi iniziali di accrescimento del frutto.
Un primo intervento ha riguardato il miglioramento della sostanza organica del suolo attraverso l’impiego di ammendante letame, capace di incrementare rapidamente la frazione organica stabile grazie a un rapporto C/N prossimo a quello dell’humus. L’aumento della sostanza organica migliora la struttura del terreno, la capacità di ritenzione idrica e la capacità di scambio cationico (C.S.C.), rendendo i nutrienti più disponibili e riducendone le perdite. È noto che un incremento dell’1% di sostanza organica può aumentare in modo significativo la capacità di trattenere acqua e la stabilità strutturale del suolo, migliorandone la resilienza nei periodi siccitosi.
Parallelamente, è stata posta attenzione alla gestione fisiologica della pianta mediante apporti fogliari mirati. Nei mesi estivi il nocciolo è contemporaneamente impegnato nell’accrescimento del seme, nella differenziazione dei fiori maschili e femminili e nello sviluppo dei germogli per l’anno successivo. Questa sovrapposizione di funzioni aumenta il fabbisogno energetico e nutrizionale, rendendo la pianta più sensibile agli stress.
L’integrazione con biostimolanti a base di aminoacidi e peptidi di origine naturale consente un risparmio energetico nei processi biosintetici, migliorando la continuità metabolica anche in condizioni di stress. Ciò sostiene non solo la produzione dell’anno in corso, ma anche il mantenimento dell’equilibrio vegeto-produttivo, contribuendo al potenziale produttivo della stagione successiva.
Piano nutrizionale di base
Il piano nutrizionale adottato nell’azienda oggetto di studio si fonda su una fertilizzazione organica e organo-minerale finalizzata a garantire un apporto equilibrato di nutrienti e, soprattutto, a incrementare il livello di sostanza organica del suolo, elemento centrale per la funzionalità del sistema suolo–pianta (Hello Nature/Italpollina).

Il computo nutrizionale è stato valutato in virtù della natura vulcanica del terreno.
Questo schema di concimazione è stato applicato in modo identico alla tesi trattata e alla tesi non trattata, consentendo di escludere differenze legate alle quantità di nutrienti distribuiti e di concentrare l’analisi sugli effetti della gestione fogliare e della risposta fisiologica della pianta.
Trattamenti fogliari: prodotti, dosi e finalità
Alla concimazione di base è stato affiancato un programma di trattamenti fogliari basato su prodotti a duplice funzione nutrizionale e biostimolante ad azione NUE registrati CE (Hello Nature/Italpollina), finalizzati a sostenere la fisiologia della pianta nelle fasi di maggiore richiesta nutrizionale e in condizioni ambientali potenzialmente limitanti grazie all’elevato contenuto di peptidi di origine vegetale ottenuti per idrolisi enzimatica.
Nel corso della stagione vegetativa sono stati effettuati 4 trattamenti fogliari in abbinamento ai trattamenti con i presidi fitosanitari:

Questi prodotti hanno svolto un ruolo chiave nel migliorare la capacità di risposta della pianta agli stress ambientali, favorendo la fotosintesi, la sintesi proteica e i processi metabolici nelle fasi critiche della stagione, mentre l’apporto fogliare di calcio e potassio ha contribuito alla stabilità strutturale dei tessuti e alla corretta funzionalità fisiologica della coltura.
Analisi fogliari e incremento dell’assorbimento di N, P e K
Il confronto tra le analisi fogliari effettuate in post-raccolta della tesi trattata e della tesi non trattata evidenzia differenze significative nello stato nutrizionale delle piante.

Nella tesi trattata si osserva un incremento dell’azoto fogliare pari al +53,5%, parallelamente risultano più elevati anche i livelli di fosforo (+24%), potassio (+14%) e calcio (+18%), oltre a un miglior equilibrio dei microelementi.
Tali risultati indicano che i trattamenti fogliari hanno contribuito sia a un apporto diretto di nutrienti prontamente assimilabili, sia a un miglioramento della capacità della pianta di assorbire e utilizzare in modo più efficiente azoto, fosforo e potassio, soprattutto in condizioni di stress ambientale. In questo contesto, il concetto di NUE si esprime come efficienza fisiologica e metabolica, piuttosto che come semplice incremento degli input fertilizzanti.
Produzione, resa e miglioramento qualitativo
Le differenze nutrizionali riscontrate a livello fogliare si riflettono in modo coerente sui risultati produttivi e qualitativi.

La produzione per ettaro risulta pari a 12,9 q/ha nella tesi trattata e 11,3 q/ha nella tesi non trattata. La resa in sgusciato aumenta dal 38,5% del non trattato al 40,8% del trattato. In un’annata caratterizzata da forti perdite di prodotto e basse rese ad ettaro, il differenziale produttivo ottenuto assume un significato agronomico ancora più rilevante.
Dal punto di vista qualitativo, la tesi trattata mostra un incremento dei calibri medio-alti, in particolare nelle classi ≥13–14 mm e ≥15 mm, accompagnato da una riduzione dell’incidenza di nocciole raggrinzite (da 13 a 3) e del marcio visibile (da 17 a 9). Questi risultati indicano una migliore fase di riempimento del seme, una maggiore continuità dei processi di assimilazione durante l’estate e un ruolo strutturale e protettivo del calcio nella salubrità e qualità commerciale del prodotto.

Considerazioni finali e risultati complessivi
Sulla base dei dati emersi, l’aumento di produzione, resa e qualità risulta legato a una maggiore efficienza di assorbimento e di utilizzo dei nutrienti, favorita dall’integrazione tra concimazione di base e trattamenti fogliari nutrizionali–biostimolanti.
La fertilizzazione organica e organo-minerale ricca di Carbonio organico di origine biologica ha contribuito a creare un suolo più vivo, strutturato e resiliente, capace di trattenere acqua e rendere i nutrienti disponibili in modo graduale. I trattamenti fogliari, fornendo elementi chiave come calcio e potassio e migliorando al contempo la risposta fisiologica della pianta, svolgono un ruolo determinante nella mitigazione degli stress ambientali, traducendo l’efficienza nutrizionale in un concreto vantaggio produttivo ed economico. I risultati ottenuti indicano un incremento della PLV superiore al 20% nell’appezzamento trattato, confermando come una gestione nutrizionale integrata possa contribuire al miglioramento della sostenibilità produttiva ed economica dell’impianto.






