Come avviene tutti gli anni all’approssimarsi della raccolta, anche quest’anno da più parti sono arrivate previsioni sul raccolto delle nocciole 2026. I giochi però non sono ancora fatti del tutto perché abbiamo davanti diverse settimane in cui cimici, cascola anticipata ed eventi climatici estremi potrebbero produrre sgradite sorprese sia per quanto concerne sia la quantità che la qualità della produzione.
Sappiamo infatti che tali previsioni devono essere valutate con molta prudenza perché in passato sovente hanno mostrato grossolani limiti di affidabilità. In effetti in Europa l’ondata di caldo estremo delle scorse settimane, in un periodo fondamentale per l’ingrossamento della nucula, ha causato un marcato rallentamento dell’attività metabolica delle piante che influenzerà negativamente le rese alla raccolta.
Produzioni previste
Allo stato attuale tuttavia persiste la previsione di un buon raccolto di nocciole in Turchia come in Georgia. In particolare secondo l’International Nut and Dried Fruit (INC) il raccolto turco per il 2026 ammonterebbe ad oltre 800.000 tonnellate, pari al 56% in più rispetto al 2025, a cui occorre aggiungere la scorte iniziali di 150.000 tonnellate avanzate dall’anno precedente. A ciò si deve aggiungere che in Cile il raccolto 2025-2026 si è chiuso con numeri record a tal punto che quel paese è divenuto il secondo produttore mondiale scalzando dalla posizione l’Italia che la deteneva da sempre.
Gli effetti sui prezzi
Tutti questi fattori inducono gli osservatori internazionali a prevedere un calo dei prezzi delle nocciole per il 2026 che potrebbero ridursi di quel 30-35% di cui erano saliti l’anno scorso a causa della scarsità della produzione mondiale. Tutto ciò in un contesto mondiale in cui la domanda si è fatta meno generosa e l’export turco tra settembre 2025 e maggio 2026 ha registrato un calo del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I segnali sono già evidenti, infatti i prezzi delle nocciole turche ultimamente sono scesi di oltre il 10% anche se permane la speranza che all’approssimarsi delle elezioni politiche in quel paese l’Ufficio turco dei prodotti agricoli (TMO) possa aumentare il prezzo di ritiro.
In sintesi il quadro sembra presentare in questa fase più ombre che luci per i nostri corilicoltori reduci da diverse annate deludenti che, non senza apprensione per l’andamento climatico delle prossime settimane, preparano la conclusione della campagna.
Fonti: Bizzone.info
Agrisole.ilsole24ore
Pubblicato 07-07-2026





