L’assistenza tecnica specialistica rappresenta un servizio indispensabile per le aziende corilicole oggi più che mai, perché sono chiamate a confrontarsi con un mercato globale dove stanno emergendo concorrenti sempre più agguerriti. I segnali a questo proposito si sono concretizzati proprio quest’anno in cui il nostro Paese è stato scalzato nella graduatoria mondiale dal Cile che detiene attualmente la seconda posizione nell’ambito della produzione dopo la Turchia.
Per non perdere altre quote di mercato occorre sempre più coniugare quantità, qualità e sostenibilità della produzione. Questo obiettivo può essere raggiunto solo migliorando la tecnica agronomica attraverso l’innovazione tecnologica che richiede però competenze specifiche non improvvisabili. A tal proposito i servizi di assistenza tecnica dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale per introdurre nella operatività concreta delle aziende le novità messe a punto dalla ricerca scientifica e dalle imprese produttrici di mezzi tecnici.
Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato il dr. Claudio Sonnati, agronomo pubblicista da decenni attivo come consulente a fianco dei corilicoltori, che ha tenuto presso l’Enoteca Regionale del Roero – Canale (CN) un incontro con i corilicoltori della zona.

Una gestione mediatica un po’ diversificata quella che ha utilizzato per la sua relazione?
Si in effetti ho cercato di “diversificare” il mio intervento suddividendolo in 5 parti principali:
- introduzione sull’ importanza del settore agricolo a livello europeo e sul parere positivo del WWF alla combinazione di sistemi fotovoltaici con le pratiche agricole per favorire la biodiversità, aumentare il valore, la produttività e gli introiti dei terreni agricoli;
- effetti dei cambiamenti climatici sulla coltivazione del nocciolo;
- partendo da cenni di botanica della specie Corylus avellana L., analisi delle criticità indotte dalla combinazione tra variazioni climatiche e pratiche agricole convenzionali;
- focus su:
- cascola e strategie di difesa alle cimici del noccioleto
- potatura e gestione delle biomasse
- malattie fungine e batteriche;
- gestione del suolo

In cosa consiste il lavoro del tecnico impegnato nell’assistenza specialistica alle aziende corilicole?
Farei un piccolo preambolo dicendo che in generale l’assistenza comprende:
- quella di campo, che richiede aggiornamenti e controlli continui, visto l’incalzare delle problematiche agronomiche, e assidui scambi di informazioni tecniche con i produttori di nocciole;
- le incombenze amministrativo-burocratiche, sempre più complesse nonostante le affermazioni ricorrenti di semplificazione da parte dei politici. In ambito professionale quest’ultima parte viene svolta da professionisti di differenti strutture mentre la prima richiederebbe più attenzione ed un numero adeguato di tecnici operanti sul territorio a cui affidare anche il compito di trasferire innovazioni e risultati della ricerca scientifica.
Come è organizzato in Piemonte il servizio di assistenza tecnica agricola?
In Piemonte il servizio di assistenza tecnica agricola è organizzato come un sistema multilivello, coordinato dalla Regione e attuato tramite soggetti pubblici e privati accreditati, in coerenza con la Politica Agricola Comune (PAC) e con il CSR 2023–2027 (ex PSR). Il modello piemontese è quindi “pubblico nella regia” e “privato nell’erogazione” ed a mio avviso sta manifestando problemi di integrazione tra politiche agricole, consulenze e controlli, in particolare nelle aziende di dimensioni contenute (3-5 ettari), la maggioranza delle imprese corilicole piemontesi.
L’assistenza tecnica regionale è organizzata tramite l’operatività di:
- Organismi di Assistenza Tecnica Agricola (OATA) riconosciuti dalla Regione, che forniscono consulenza tecnica specialistica (agronomica, fitosanitaria, ambientale, gestionale);
- Centri di Assistenza Agricola (CAA) che non dovrebbero svolgere consulenza tecnica in senso stretto, ma fornire prevalentemente assistenza amministrativa alle aziende;
- Liberi professionisti e tecnici abilitati accreditati per svolgere consulenza.
Queste “figure” sono in concorrenza tra loro. Esistono poi problemi di carattere economico. In particolare l’oggettiva carenza di fondi pubblici impedisce un intervento tecnico puntuale senza costi diretti. Inoltre le contenute dimensioni delle aziende, la ridotta produttività di questi ultimi anni ed i risicati margini economici riducono l’utilizzo della consulenza specialistica da parte dei corilicoltori. Di conseguenza spesso sono le rivendite commerciali che consigliano sull’impiego di prodotti antiparassitari e concimi nelle singole aziende.

Di quali supporti tecnico-scientifici può avvalersi la rete di assistenza tecnica piemontese?
Gli agricoltori potrebbero utilizzare maggiormente e con profitto i servizi che offre la Regione Piemonte attraverso il Settore Fitosanitario con tutte le sue articolazioni.
Il Settore concentra in un’unica struttura funzionale differenti tipologie di intervento che sono di diretto supporto ai tecnici tra cui: diagnostica fitopatologica e consulenza fitoiatrica; ricerche sulle malattie delle piante e sperimentazione di metodi innovativi di difesa sostenibile; analisi chimiche di terreni per la redazione dei piani di concimazione e la determinazione dei residui dei fitofarmaci sulle matrici di interesse agrario nonché gestione della banca dati dei terreni.
Di particolare utilità è anche la gestione e il coordinamento e delle attività agrometeorologiche sul territorio piemontese attraverso la Rete Agrometeorologica Regionale. Infatti la consultazione del portale dei bollettini agrometeorologici fornisce un importante supporto alle decisioni per la produzione agricola.
Contributo qualificato è poi quello fornito dalla Fondazione Agrion – Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, con un ruolo importante di indirizzo e supporto tecnico agricolo di base in Piemonte attraverso attività di ricerca applicata, innovazione, trasferimento tecnologico e disseminazione di conoscenze alle aziende agricole.
Agrion svolge inoltre un importante ruolo di indirizzo dell’assistenza attraverso riunioni settimanali di coordinamento dei tecnici nel corso delle quali viene fatto il punto sulla situazione fenologica e fitosanitaria della coltura sul territorio regionale. Da questi incontri scaturiscono i bollettini per gli agricoltori contenenti informazioni aggiornate su trattamenti, concimazioni, potature ed eventuale gestione delle emergenze che si possono presentare nel corso della stagione.
In conclusione alla luce della sua lunga esperienza quale riflessione ci vuole lasciare sul ruolo dei tecnici di base e sul coordinamento della rete di assitenza’?
Ritengo necessario un ripensamento rispetto al modello attuale perché i monitoraggi delle malattie e dei fitofagi interessano areali così vasti e diversificati, dalla collina alle aree pianeggianti, che diventa difficile per i soli tecnici ottenere informazioni utilizzabili sulla totalità dei territori. D’altronde il tecnico non può essere perennemente presente in azienda e manca realisticamente il tempo per la realizzazione delle varie attività, rilievi inclusi.
In pratica ritengo potrebbe essere vincente una “strategia di comunicazione” che “semplifichi l’informazione di base” necessaria alla realizzazione dei differenti monitoraggi, in modo da sostituire il “rilievo singolo” con acquisizioni “multiple multisito”, realizzando così una “rete di controlli” da utilizzare per rendere sempre più puntuali ed esaustivi i bollettini tecnici.
La tecnologia ci aiuta molto oggi, vista la disponibilità diffusa di smartphone. E’ evidente a questo punto che il coordinamento debba porsi l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di tecnici operanti sul territorio (di base, specialisti e ricercatori universitari) ed annullare la competizione esistente tra i vari organismi che gestiscono l’assistenza.
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Pubblicato -02-2026





