Difesa

La moria del nocciolo nel Viterbese: procedure di indagine epidemiologica mediante tecniche GIS.

La Moria del nocciolo è una malattia batterica che affligge fin dagli inizi degli anni ’80 la corilicoltura nel Viterbese e che si manifesta nel deperimento di una o più branche, fino alla morte della pianta, nella maggioranza dei casi. Il patogeno responsabile della malattia è di natura batterica e differenti studi hanno associato la patologia a due distinti batteri fitopatogeni: Erwinia gruppo amylovora e Pseudomonas avellanae.

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Biologia e dinamica di Anisandrus dispar F. (Coleoptera, Scolytidae) e suo possibile ruolo nella diffusione dei batteri agenti causali della moria del nocciolo.

L’obiettivo di questa ricerca è stato quello di chiarire la biologia dell’insetto coleottero scolitide Anisandrus dispar e il suo ruolo (diretto e/o indiretto) nella epidemiologia della moria del nocciolo causata dal batterio Pseudomonas avellanae nonché verificare l’influenza dell’ambiente sulla biologia dell’insetto e sullo sviluppo della malattia.

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Il nocciolo come coltura minore: problematiche relative alla difesa fitosanitaria

La coltura del nocciolo è compresa in tutto il mondo tra le colture minori che vengono definite sulla base di tre criteri: consumo medio giornaliero, estensione di coltivazione, produzione. Proprio perché “minore” i prodotti che ne permettono la difesa sono relativamente pochi e negli ultimi anni la richiesta di autorizzazione all’impiego molto limitata.La difesa viene, quindi, effettuata con prodotti prevalentemente datati, in discussione a livello comunitario per la loro revisione e per i quali non si hanno certezze sulla possibilità di uilizzo in un prossimo futuro. Viene illustrata la ricaduta sulle colture minori della revisione comunitaria dei prodotti fitosanitari, previsti nella Direttiva 91/414 e dell’armonizzazione dei limiti di residuo, come anche il progetto di difesa delle colture minori voluto dalle Regioni e coordinatodall’ISPaVe.

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Rilevamento di coreidi e pentatomidi nei corileti piemontesi e individuazione di nuovi principi attivi insetticidi per la difesa delle nocciole dall’attività delle cimici

Nel quadriennio 2005-2008 sono state saggiate l’efficacia e la persistenza di molecole tradizionalmente impiegate e di recente introduzione mediante prove di laboratorio, semi-campo e campo. Inoltre sono stati condotti rilievi per accertare l’entità e la distribuzione delle popolazioni di cimici nell’areale piemontese, a distanza di un decennio dalle segnalazioni dei gravi danni alla produzione corilicola.

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Monitoraggio della presenza del coleottero buprestide Agrilus viridis nei corileti delle Langhe e studio sulla sua bioetologia

A seguito della segnalazione di gravi attacchi di agrilo, nell’areale delle Langhe sono state identificate le specie di Agrilus presenti. Tra le otto specie catturate con trappole cromotattiche, alcune anche in grandi quantità, responsabile dei recenti danni agli impianti di nocciolo è comunque risultato A. viridis. Sono state condotte prove di lotta al fine di saggiare l’unico principio attivo attualmente registrato su nocciolo contro questo insetto, che sinora non è apparso molto efficace.

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La gestione della “moria” del nocciolo nel Viterbese

Vengono prese in rassegna le fasi che hanno caratterizzato la gestione della “moria” del nocciolo nei colli Cimini. Vengono evidenziate le varie iniziative intraprese dalle Associazioni dei Produttori di nocciole Viterbesi e dalle Istituzioni pubbliche interessate alla “moria”. Si evidenzia la necessità di continuare ed estendere le azioni volte al contenimento di Pseudomonas avellanae.

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