Trattare il noccioleto come un frutteto a tutti gli effetti. È il principio attorno al quale Terremerse sta costruendo il proprio modello di gestione della coltura, mettendo alla prova varietà, tecniche e soluzioni agronomiche prima di trasferirle alle aziende della propria rete. Un lavoro che trova uno dei suoi punti di riferimento nel campo sperimentale della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra, nel Ferrarese, dove dodici varietà di nocciolo vengono osservate nello stesso ambiente e con differenti sesti di impianto. Un areale non tradizionalmente corilicolo, caratterizzato da terreni argillosi, nebbie invernali e temperature estive elevate: condizioni che rendono ancora più evidente il peso della tecnica nella risposta produttiva delle piante.
“Il noccioleto è un frutteto – sintetizza Giovanni Zarantonello, responsabile del Progetto Nocciolo di Terremerse –. Richiede meno trattamenti rispetto a una vite o a un pero, ma quelle poche cose che servono devono essere fatte, e devono essere fatte nel momento giusto”.

È questa l’impostazione che Terremerse sta cercando di validare attraverso la propria attività di ricerca e sviluppo: le linee tecniche vengono prima provate e valutate, quindi trasferite alla rete dei tecnici e agli agricoltori.
Il noccioleto si gestisce durante tutto l’anno
Considerare il nocciolo una specie rustica non significa quindi poter ridurre la gestione al minimo. Al contrario, secondo Terremerse la continuità produttiva passa da una serie di interventi che devono accompagnare la pianta durante l’intero ciclo. Uno degli esempi più evidenti riguarda l’acqua.

“L’impianto di irrigazione è fortemente consigliato, ma in realtà è indispensabile – osserva Zarantonello –. Il noccioleto ha bisogno dell’acqua e si vede dove non ce l’ha”. Lo stesso principio vale per la difesa. Il nocciolo può richiedere un numero di interventi inferiore rispetto ad altre specie frutticole, ma questo non rende meno importante la tempestività: se le condizioni rendono necessario intervenire contro la cimice, ad esempio, rimandare o rinunciare al trattamento significa esporre la produzione a un rischio che può riflettersi direttamente sulla qualità commerciale della nocciola. In altre parole, meno interventi non significa meno gestione.
La qualità della nocciola si prepara anche sul terreno

Un altro elemento sul quale Terremerse insiste è la gestione del cotico erboso e, più in generale, la preparazione del noccioleto alla raccolta. Il concetto utilizzato da Zarantonello è volutamente molto concreto: quando arriva il momento di raccogliere, il terreno dovrebbe assomigliare “a un campo da calcio”. Significa mantenere l’erba bassa e trinciata, evitare la formazione di uno strato di residui secchi e allontanare dal filare i residui di potatura che potrebbero rallentare o ostacolare le macchine. Non si tratta soltanto di facilitare la meccanizzazione. Un terreno correttamente preparato permette di raccogliere più rapidamente e, quando necessario, di effettuare più passaggi, riducendo il tempo di permanenza delle nocciole al suolo.
Varietà diverse nello stesso ambiente
È proprio per capire quanto genetica e tecnica possano interagire che nel campo della Fondazione Navarra vengono confrontate dodici varietà, allevate con un sesto tradizionale di 5 x 4 metri e con uno più intensivo di 4 x 2. L’osservazione non si limita alla quantità raccolta. A partire da gennaio vengono seguite le differenti fasi fenologiche, dalla fioritura maschile e femminile all’ingrossamento del frutto e all’inizio della cascola; alla raccolta vengono poi valutati produzione, resa allo sgusciato, cimiciato e avariato.
Tra i materiali che stanno dando indicazioni interessanti Zarantonello cita Tonda di Giffoni e Romana, mentre il Nocchione, normalmente impiegato soprattutto come impollinatore, nel 2026 ha mostrato nel campo sperimentale una produzione particolarmente elevata. Negli ultimi anni sta inoltre attirando attenzione la Tonda Francescana®, per precocità produttiva e risultati ottenuti nelle prove.

I dati rilevati al 9 settembre confermano differenze marcate tra i materiali in prova: nel campione del campo varietale il Nocchione raggiungeva una produzione rapportata a ettaro di 24,38 quintali, la Tonda Francescana® 19,7, mentre Giffoni si attestava a 13,88 e Romana a 8,63 quintali per ettaro. Numeri da leggere con cautela, perché riferiti a un campo sperimentale e a una fotografia ancora precedente alla conclusione completa della raccolta, ma utili per proseguire il confronto tra adattamento varietale, produzione e qualità. Anche le analisi qualitative mostrano perché il solo dato produttivo non sia sufficiente.
Nell’opuscolo dell’Open Day le rese allo sgusciato rilevate spaziano, ad esempio, dal 37% del Nocchione al 47% della Tonda Francescana®, mentre Giffoni e Romana raggiungono il 45%. Il risultato economico del noccioleto va quindi costruito tenendo insieme produzione per ettaro, resa allo sgusciato e qualità del prodotto.
Il portinnesto come nuova variabile da studiare
La sperimentazione non riguarda soltanto le cultivar. Nel campo Navarra, Terremerse sta valutando anche l’impiego di Corylus colurna come portinnesto.
È una prova dalla quale sono arrivate indicazioni che hanno sorpreso gli stessi tecnici. Nelle prime fasi Tonda Francescana® e Giffoni innestate su colurna avevano mostrato uno sviluppo rallentato, al punto da far dubitare della scelta. Con il passare degli anni il quadro è cambiato.

“Dopo cinque anni le piante hanno raggiunto le altre e si stanno sviluppando bene – racconta Zarantonello –. Abbiamo visto che il portinnesto può aiutare la rusticità della pianta nei momenti di criticità. È sicuramente qualcosa da prendere in considerazione”. È ancora presto per trasformare questa osservazione in una prescrizione tecnica, ma è una delle direzioni che Terremerse intende continuare ad approfondire, anche nell’ottica di una corilicoltura che si sta espandendo in ambienti differenti da quelli storicamente vocati.
Nel noccioleto i risultati si costruiscono negli anni
C’è infine un aspetto che, secondo Zarantonello, distingue la gestione di una coltura arborea da quella di molte colture annuali: non sempre il ritorno di un intervento è immediatamente misurabile. “A volte l’agricoltore si chiede se il valore di un trattamento o di una concimazione gli tornerà indietro subito. Ma bisogna ricordarsi che abbiamo a che fare con un albero da frutto. Non è come un cereale: una concimazione può dare una risposta anche dopo due anni. Bisogna creare nel tempo le condizioni perché la pianta stia bene”.
È probabilmente qui che il concetto di “trattare il noccioleto come un frutteto” trova il suo significato più completo: non inseguire soltanto la produzione dell’anno, ma costruire equilibrio vegetativo, sanità e produttività nel medio periodo.
Terremerse supera i mille quintali ritirati
Intanto cresce anche la dimensione produttiva del Progetto Nocciolo. Nel 2026 Terremerse sta raccogliendo prodotto proveniente da circa un centinaio di ettari, distribuiti tra Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio e, in misura più limitata, Friuli. Gli impianti si trovano in fasi produttive differenti, dai primi anni di raccolta fino alla sesta foglia; in uno degli impianti più maturi seguiti dalla cooperativa la produzione si è avvicinata quest’anno ai 20 quintali per ettaro.

L’obiettivo dichiarato resta raggiungere 600 ettari entro il 2030. Parallelamente si struttura anche la fase post-raccolta. Terremerse dispone da quest’anno di un proprio essiccatoio e gestisce direttamente pulizia ed essiccazione delle nocciole. Dopo circa 300 quintali ritirati nella scorsa campagna, nel 2026 i volumi sono destinati a superare i mille quintali.
Lo stoccaggio consente inoltre alla cooperativa di frazionare la commercializzazione nel corso della stagione, mantenendo il rapporto con la filiera Ferrero ma sviluppando contemporaneamente altri sbocchi. Una crescita che rende ancora più importante, secondo Terremerse, lavorare a monte sulla gestione agronomica: perché l’aumento dei volumi può tradursi in valore soltanto se accompagnato da produzioni regolari e nocciole di qualità.
Copyright NocciolaRe
Pubblicato 06-10-2026





