Gestire un noccioleto significa tenere sotto controllo ogni giorno lavorazioni, trattamenti, manodopera, acquisti, raccolta e vendite. Informazioni che, per un’azienda corilicola, diventano decisive quando occorre ricostruire i costi di produzione, verificare gli interventi eseguiti su un appezzamento o capire quanto lavoro è stato necessario nel corso della campagna.
Da questa esigenza concreta è nato OPQDC, il gestionale web ideato da Sabato Castaldo, direttore della cooperativa agricola Il Guscio di Visciano (Napoli). Nata nel 2013, la cooperativa opera nel comparto della frutta in guscio e affianca i produttori anche nella gestione tecnica delle aziende e nelle diverse fasi della produzione.
OPQDC (Organizzazione di Produttori Quaderno di Campagna) permette di raccogliere in un unico ambiente digitale i dati relativi a terreni, lavorazioni, manodopera, trattamenti, spese, raccolta, vendite e pagamenti, costruendo nel tempo quella che Castaldo definisce “una memoria su cui l’azienda può contare”. Il progetto nasce dal confronto quotidiano con i produttori e oggi circa 70 soci della cooperativa hanno già iniziato a utilizzarlo. Ne parliamo con il suo ideatore.
Com’è nata l’idea di OPQDC?
Non a tavolino, questo posso dirlo con certezza. È nata parlando con gli agricoltori, stando in mezzo a loro — anche grazie al lavoro che faccio ogni giorno con la cooperativa — e vedendo quanto sia difficile tenere sotto controllo tutte le attività di un’azienda agricola. Si lavora dalla mattina alla sera — acquisti, gasolio, operai, contoterzisti, trattamenti, raccolta, vendita — e in mezzo a tutto questo capita spesso di dire: “Questa spesa la segno dopo”. Con questa applicazione, invece, può essere registrata subito, evitando dimenticanze.

C’è stato un episodio in particolare che l’ha convinta a partire con questo progetto?
Sì, me lo ricordo bene. Ero in un’azienda e stavamo cercando di ricostruire un trattamento fatto qualche mese prima. Il titolare si ricordava più o meno il periodo, ma non il giorno esatto, né il prodotto usato, né quanto era costato. Abbiamo passato mezz’ora buona tra messaggi WhatsApp, uno scontrino tenuto in un cassetto e la sua memoria. Alla fine l’informazione l’abbiamo trovata, ma pensai: non dovrebbe funzionare così.
Lei ha una formazione informatica?
No, non sono un informatico di professione. Ho però una passione che coltivo da anni per i database e per gli strumenti digitali. Ho iniziato smanettando con Access, con i primi siti, con piccoli sistemi fatti in casa per mettere ordine nelle informazioni. Ho imparato soprattutto provando, sbagliando e correggendo. Anche OPQDC è nato così, per tentativi: non è stato progettato tutto a monte. È cresciuto per successivi aggiustamenti, aggiungendo funzioni via via che emergevano esigenze reali dalle aziende con cui parlavo.
Concretamente, che cos’è oggi OPQDC?
È un gestionale web pensato per la singola azienda agricola, accessibile online sia da Pc sia da smartphone. Ogni azienda ha il proprio ambiente riservato: i dati di un’azienda non li vede nessun altro, sono separati e protetti. Oggi il sistema mette insieme in un’unica applicazione tutta la filiera delle informazioni: si parte dai terreni, si registrano i lavori giornalieri, la manodopera, i mezzi utilizzati, le spese e i trattamenti. C’è poi la parte Agrometeo per le previsioni, quindi raccolta, vendita e pagamenti. Infine i report, per avere una visione d’insieme, e il backup, perché i dati devono essere al sicuro. Inoltre OPQDC è già integrato con il quaderno di campagna.
In pratica, come funziona per l’agricoltore?
Prende il telefono, inserisce poche informazioni e torna al lavoro. Una lavorazione, una spesa, un operaio da pagare, un trattamento con prodotto e dose, un monitoraggio con una foto allegata, una raccolta o una vendita: tutto in pochi minuti, senza rifare i calcoli a mano.
Quale problema volevate risolvere? E quali sono i principali vantaggi?
Quella che io chiamo “gestione a cassetto”: entrano soldi, si spendono per pagare gasolio, operai, ricambi e prodotti e si va avanti così. Poi arriva fine anno e cominciano le domande: quanto ho speso davvero? Quanto mi sono costati gli operai? Quanto ho raccolto e venduto? Chi devo ancora pagare? OPQDC consente di dare una risposta più ordinata a queste domande e migliora la gestione finanziaria e tecnica dell’azienda. Il vantaggio si vede soprattutto dopo. Riapro l’applicazione su un terreno dopo qualche mese e trovo tutto: l’ultimo trattamento, il problema notato, quanto lavoro c’è voluto. È la parte a cui tengo di più: dare all’azienda una memoria su cui contare. Utile non solo per fare i conti a fine anno, ma anche mentre si lavora: per accorgersi, ad esempio, che un appezzamento richiede troppa manodopera o che ci sono pagamenti aperti da sistemare.
C’è anche una parte dedicata all’agrometeorologia?
Sì, si chiama Agrometeo e nasce dalla stessa logica: prima di un trattamento, controllare le condizioni previste per il Comune dove è ubicato l’appezzamento. Resta comunque uno strumento di supporto tecnico, perché l’esperienza dell’agricoltore e le indicazioni riportate sulle etichette dei prodotti restano fondamentali.
Non c’è il rischio che l’app finisca per complicare la vita all’agricoltore, trasformandolo in un contabile?
È il rischio che voglio evitare. L’agricoltore deve inserire poche informazioni, quando servono, e tornare al proprio lavoro. Non voglio che perda tempo davanti al telefono.
Il servizio è utilizzabile gratuitamente. Perché questa scelta?
Perché non l’ho pensato come un prodotto da vendere, ma come uno strumento da mettere a disposizione delle nostre aziende associate. Un abbonamento, anche piccolo, per certe aziende può fare la differenza tra usarlo o lasciarlo perdere e io non voglio che sia un costo in più a impedire a un’azienda di organizzarsi meglio. Il territorio in cui lavoro vive di agricoltura. Se le aziende chiudono, o vanno avanti stentando perché non riescono a stare dietro ai conti, a perderci non è solo l’imprenditore: è tutto quello che c’è intorno, il lavoro, l’indotto, le famiglie, la terra stessa che rischia di essere abbandonata. La sopravvivenza delle aziende agricole è la salvezza del mio territorio e, se posso togliere anche solo un ostacolo — quello economico — lo faccio volentieri.
Come vede il futuro di OPQDC?
È ancora un progetto che cresce. Ci sono cose da migliorare, altre nasceranno dai suggerimenti di chi lo usa e sicuramente ci saranno altri errori da correggere. Sono partito da quello che vedo ogni giorno nelle aziende: tanto lavoro, poco tempo. Se questo strumento fa risparmiare anche solo un po’ di tempo, per me va già bene così. Inoltre OPQDC potrebbe essere implementato per l’utilizzo da parte di corilicoltori di altre aree della Campania, così come di altre regioni italiane: questo sarebbe sicuramente uno sviluppo molto stimolante.
Per ulteriori informazioni:
sabatocastaldo@gmail.com
https://opilguscio.com/
https://www.facebook.com/IlGuscioOP
Copyright NocciolaRe
Pubblicato 29-08-2026





