La fiera di Castagnole non delude: primo prezzo per la nocciola piemontese 2026

Dieci euro a punto resa per partite di prima fascia: è giunto dalla voce dell’assessore comunale Mario Coppa il tradizionale annuncio del primo prezzo per le nocciole piemontesi, nella cornice della Fiera della Nocciola di Castagnole delle Lanze. «La quotazione è il risultato di un lavoro impegnativo come l’annata agraria che ha condotto alla determinazione, raggiunta dopo tante discussioni in una commissione animata da opinioni diverse. Il mercato, ovviamente, potrà dare risultati diversi in base a quantità e qualità», ha spiegato l’amministratore.

Confronto col 2025

Prezzi più bassi rispetto alle quotazioni di partenza del 2025 – attorno agli 11.50 euro a punto resa – con un raccolto stimato, secondo le prime indiscrezioni, fra i 140 e i 150 mila quintali, in calo rispetto alle stime di inizio estate. La prima indicazione commerciale del 2026, inoltre, segna il ritorno al sistema di quantificazione del prezzo secondo il sistema del punto resa: l’anno scorso la commissione aveva preferito indicare una forbice di valori per quintale di prodotto (fra i 470 e i 520 euro).

Per avere le prime quotazioni effettive occorrerà, con tutta probabilità, attendere gli esiti dei rilevamenti delle commissioni delle Camere di commercio di Cuneo e Asti, nelle prossime settimane.

Primi commenti a caldo

Le prime indicazioni sulla qualità delle partite, parametro sul quale si è basato il pool di esperti che ha “fatto” il primo prezzo, invece sono già disponibili. Il presidente della giuria, l’agronomo Claudio Sonnati, chiamato sul palco della 167ᵃ Fiera della Nocciola ha spiegato la logica dietro il prezzo: «I primi risultati indicano valori medi di resa del 42 per cento, una base line che, pur nella variabilità delle condizioni produttive, non avevamo lo scorso anno». A margine dell’incontro l’agronomo ha espresso alcune considerazioni sulla crisi produttiva della Tonda gentile: «La Tonda di Biglini negli ultimi 4-5 anni ha dato grandi soddisfazioni, bisogna valutare la possibilità di inserire questa cultivar nel disciplinare di produzione dell’Igp per garantire quantità alle aziende del settore», ha concluso.

Parla di un prezzo “abbastanza soddisfacente” Aldo Gavuzzo di Confagricoltura Cuneo, che, al termine dell’evento, ha espresso le proprie osservazioni: «Le nostre nocciole devono competere in un mercato globale caratterizzato, nel 2026, da un incremento produttivo della Turchia, dove si è raccolto il 30 per cento in più, e l’ascesa di areali come l’Oregon e Il Cile. Un contesto nel quale, pur essendo riconosciuta per le sue proprietà, la Tonda gentile tende a venir equiparata alle altre denominazioni». Una situazione complessa che, secondo Gavuzzo, va affrontata: «Non possiamo abbandonare gli impianti perché non producono. Strategie di coltivazione basate sui biostimolanti sono efficaci per attenuare gli effetti dei mutamenti climatici. Il contrasto al danno da cimiciato, infine, si basa sulle corrette tempistiche dei trattamenti, che vanno eseguiti in base a rilievi dell’effettiva presenza dell’insetto», ha concluso.

Copyriht Nocciolare
Pubblicato 31-08-2026

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