Concimazione di post-raccolta del nocciolo: ripartire dal suolo per preparare la nuova stagione

Con la raccolta si conclude la fase produttiva del nocciolo, ma non l’attività del sistema suolo-pianta. Il periodo successivo alla raccolta rappresenta infatti un momento strategico per ripristinare la fertilità del terreno e creare le condizioni ottimali per la stagione successiva.

Dopo aver sostenuto lo sviluppo vegetativo e la produzione dei frutti, è importante riportare l’attenzione sul suolo, vero motore della coltura. La concimazione di post-raccolta non deve quindi essere considerata soltanto come un apporto di elementi nutritivi, ma come un intervento capace di agire sulla fertilità chimica, fisica e biologica del terreno.

In questo contesto, la concimazione organica a base di deiezioni animali rappresenta l’unica soluzione in grado di migliorare in maniera importante e contemporanea queste tre componenti della fertilità.

Nella scelta di un fertilizzante organico è fondamentale non fermarsi al titolo in azoto, fosforo e potassio. Uno dei parametri più importanti da considerare è il Carbonio Organico (C.O.) di origine biologica, perché permette di risalire alla concentrazione di sostanza organica presente nel fertilizzante che andiamo ad apportare.

Il calcolo è semplice:

Carbonio Organico × 1,724 = Sostanza Organica

Più elevato è il tenore di Carbonio Organico, maggiore è quindi la quantità di sostanza organica apportata al terreno, con effetti importanti sulla sua fertilità e sull’attività dei microrganismi.

Per la concimazione di post-raccolta del nocciolo, Hello Nature consiglia ITALPOLLINA 4-4-4+41%C.O., concime organico caratterizzato da un’elevata concentrazione di sostanza organica e da un apporto equilibrato di elementi nutritivi.

ITALPOLLINA 4-4-4 contiene il 41% di Carbonio Organico di origine biologica:

41 × 1,724 = 70,7% di Sostanza Organica

Questo significa che oltre il 70% del prodotto è costituito da preziosa sostanza organica.

Nella tabella si evidenzia che con soli 10 q/ha di ITALPOLLINA si apportano 410 kg/ha di Carbonio Organico. Per apportare lo stesso quantitativo con una pollina contenente il 25% di C.O. ne servono circa 16 q/ha.

La sostanza organica non rappresenta soltanto una riserva di nutrienti. È strettamente collegata alla componente biologica del terreno e all’attività dei microrganismi che intervengono nella decomposizione dei residui vegetali e nei processi di trasformazione degli elementi nutritivi.

Prove sperimentali condotte con ITALPOLLINA [1] hanno evidenziato un incremento dell’attività di diversi enzimi prodotti o stimolati dall’attività microbica del terreno. Rispetto al controllo, l’impiego di ITALPOLLINA ha determinato valori superiori di fosfatasi acida, fosfatasi alcalina, arilsulfatasi, chitinasi e deidrogenasi, oltre a una maggiore attività idrolitica totale. In particolare, fosfatasi e arilsulfatasi sono coinvolte nei processi che consentono di liberare fosforo e zolfo presenti nel terreno, rendendoli disponibili per l’assorbimento da parte delle piante.

Si crea così un sistema nel quale la concimazione organica non agisce esclusivamente attraverso gli elementi nutritivi direttamente apportati, ma contribuisce anche a sostenere i processi biologici che regolano la fertilità del terreno.

Lenta cessione naturale: l’azoto segue la temperatura del terreno

Un altro elemento particolarmente importante nella concimazione di post-raccolta è rappresentato dalla modalità con cui l’azoto organico viene progressivamente reso disponibile.

A differenza di una concimazione minerale prontamente disponibile, l’azoto organico viene trasformato attraverso l’attività dei microrganismi del terreno. La sua mineralizzazione è quindi strettamente legata all’attività biologica del suolo e, di conseguenza, anche alla temperatura.

I tempi di cessione dell’azoto organico di ITALPOLLINA, con una temperatura del suolo di circa 25°C, si aggirano attorno all’8% di azoto nitrico che si libera settimanalmente ad opera della mineralizzazione. Il che significa che in circa 12 settimane abbiamo il rilascio completo dell’elemento grazie ad una eccellente lenta cessione “naturale” favorita dai numerosi microrganismi presenti nel prodotto (scarica qui l’articolo scientifico)

Con l’abbassamento della temperatura del suolo il rilascio tende a diminuire fino ad arrestarsi a temperature inferiori ai 10°C. Questa caratteristica pone ITALPOLLINA all’avanguardia nella fertilizzazione di post-raccolta in quanto si riducono enormemente le perdite per dilavamento nei periodi più freddi e piovosi. Ciò che non viene mineralizzato in autunno sarà nuovamente disponibile in primavera con l’aumento della temperatura del suolo. È questa la lenta cessione naturale caratteristica della fertilizzazione organica: una disponibilità degli elementi nutritivi strettamente collegata all’attività biologica del terreno.

Naturalmente, ogni noccioleto presenta caratteristiche differenti. La scelta della concimazione deve tenere conto della dotazione del terreno, del contenuto di sostanza organica, del pH, della tessitura, degli eventuali antagonismi tra elementi e, quando disponibili, dei risultati delle analisi del suolo.

Nei terreni dove si riscontrino carenze nutrizionali di fosforo e/o potassio, dovute ad esempio a scarsa dotazione di sostanza organica, pH, tessitura o antagonismi, è possibile orientarsi verso formulazioni organiche con titoli differenti.

In caso di maggiore esigenza di fosforo si consiglia GUANITO 6-15-3 + 2MgO+32%C.O., mentre quando è necessario incrementare soprattutto l’apporto di potassio è possibile utilizzare PHENIX 6-8-15+2MgO+28%C.O.

Il fosforo e il potassio contenuti in questi fertilizzanti, essendo di natura organica, non subiscono processi di insolubilizzazione e/o retrogradazione, rimanendo nel corso dei mesi a completa disposizione delle colture.

La scelta può quindi essere modulata in funzione delle caratteristiche del terreno:

ITALPOLLINA 4-4-4+41%C.O
→ elevato apporto di Carbonio Organico e sostanza organica
→ nutrizione equilibrata
→ mantenimento e miglioramento della fertilità del suolo

GUANITO 6-15-3 + 2MgO+32%C.O.
→ maggiore apporto di fosforo
→ indicato nei terreni con ridotta disponibilità dell’elemento

→ elevato apporto di Carbonio Organico e sostanza organica

PHENIX 6-8-15+2MgO+28%C.O.
→ maggiore apporto di potassio
→ indicato quando occorre sostenere maggiormente la dotazione potassica

→ elevato apporto di Carbonio Organico e sostanza organica

La post-raccolta non rappresenta quindi semplicemente la conclusione del ciclo produttivo del nocciolo. È già l’inizio della stagione successiva.

Intervenire in questo momento con una corretta fertilizzazione organica significa restituire al terreno parte di ciò che la coltura ha utilizzato durante la stagione, aumentare la dotazione di sostanza organica, sostenere l’attività microbiologica e creare una riserva di nutrienti la cui disponibilità seguirà naturalmente l’attività biologica del suolo.

Prendersi cura oggi della fertilità del terreno significa porre le basi per la produttività del noccioleto di domani.

Per maggiori informazioni: https://www.hello-nature.com/it/piano-di-fertilizzazione-per-noccioli/


[1] Organic Fertilizer Sources Distinctively Modulate Productivity, Quality, Mineral Composition, and Soil Enzyme Activity of Greenhouse Lettuce Grown in Degraded Soil – by Mariateresa Cardarelli, Antonio El Chami, Paola Iovieno, Youssef Rouphael, Paolo Bonini and Giuseppe Colla.

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