Merab Chitanava, presidente del consiglio direttivo dell’Associazione dei produttori di nocciole della Georgia, ha dichiarato che quest’anno il raccolto di nocciole è atteso sotto le 40.000 tonnellate. Chitanava ha affermato che le forti piogge di agosto, le difficoltà nel controllo dei parassiti e l’aumento dei costi di raccolta hanno ridotto in modo significativo sia la quantità che la qualità del raccolto, creando una stagione difficile per agricoltori ed esportatori.
Chitanava ha aggiunto che la raccolta è quasi terminata nelle regioni di Samegrelo e Guria, mentre in quella di Kakheti resta ancora un 30% da raccogliere.
L’associazione aveva inizialmente previsto una produzione complessiva di oltre 45.000 tonnellate, ma ora la stima è inferiore alle 40.000 tonnellate. Oltre alla produzione, anche la resa media è scesa al di sotto del 30% rispetto al 35–37% precedente, il che significa che la Georgia potrebbe esportare solo 10.000–12.000 tonnellate di nocciole sgusciate, in calo rispetto alle 16.000–17.000 tonnellate dello scorso anno.
Sempre secondo Chitanava, il calo produttivo potrebbe influire anche sulla posizione della Georgia nei mercati globali. Ha affermato che la Georgia dovrebbe esportare circa 50.000–60.000 tonnellate di nocciole in guscio per rimanere un fornitore significativo e affidabile, di fronte alla concorrenza di Turchia, Italia, Stati Uniti, Cile e Azerbaigian.
Nel frattempo, l’aumento del costo del lavoro sta esercitando un’ulteriore pressione sugli agricoltori, con salari giornalieri passati da circa 35 GEL di cinque anni fa agli attuali 100 GEL.
I prezzi delle nocciole sono difficili da prevedere e dipenderanno in gran parte dall’intervento del governo turco e dagli acquisti da parte dei principali acquirenti internazionali come Ferrero, ha affermato Chitanava. Le nocciole con guscio vengono attualmente scambiate sul mercato locale a circa 0,65 GEL al punto resa per chilogrammo, le nocciole lavorate costano circa 20 GEL al chilogrammo mentre i prezzi all’esportazione variano da 7 a 7,30 euro al chilogrammo. Ha inoltre avvertito che gli elevati prezzi globali dello scorso anno hanno ridotto la domanda da parte dei consumatori, rendendo particolarmente importante in questa stagione l’equilibrio tra i prezzi alla produzione e la domanda del mercato.
Fonte: bm-ge
Pubblicato 01-10-2026





