“Porte Aperte” di Chianchia: la dodicesima edizione con le novità per la corilicoltura

Grande affluenza di visitatori, una vasta selezione di macchine per raccolta, sgusciatura ed essiccazione delle nocciole e stand dedicati a noce e mandorlo. La dodicesima edizione del “Porte Aperte” dell’azienda metalmeccanica Chianchia, che si è svolta sabato 20 giugno, a Cherasco, si conferma fra gli eventi di riferimento nel panorama corilicolo.

Tra i visitatori anche il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, appassionato corilicoltore

Fondata nel 1995 dai fratelli Mario, Dario e Giovanni, la Chianchia Srl ha debuttato nel mondo della frutta a guscio tre anni più tardi, con uno dei primi esemplari di pulitore automatico. «Il modello S98 ha mutato radicalmente il modo di operare in post raccolta, consentendo una sensibile riduzione dei tempi di lavorazione», spiega a NocciolaRe Giovanni Chianchia. Gli essiccatoi portatili sono stati il secondo passo, «macchine di piccole dimensioni, che funzionano con linee da 220 volt, senza richiedere impianti trifase».

Macchine che coniugano robustezza e semplicità d’uso, criteri che, a distanza di oltre 25 anni, continuano a ispirare i nuovi progetti. È il caso della raccoglitrice portata K1300, svelata ai visitatori nel corso del “Porte Aperte” del 20 giugno. «Viene azionata idraulicamente, grazie a un moltiplicatore collegato al cardano. In questo modo può essere applicata anteriormente a qualsiasi tipo di trattore con una potenza di almeno 60 cavalli». Il peso contenuto, 740 chilogrammi, consente di manovrare in spazi ristretti, con prestazioni di tutto rispetto: un ettaro raccolto in 2-3 ore. La macchina esegue una prepulitura del materiale, scaricato all’interno di un cassone ribaltabile, precisa Chianchia. Una soluzione adatta ad aziende agricole di medie dimensioni «per le quali l’acquisto di una semovente sarebbe un onere eccessivo».

L’impianto SCG è l’ultima frontiera in fatto di sgusciatura e calibratura delle nocciole: «È composto da un nastro di carico collegato a un frantoio regolabile in velocità. Un ventilatore elimina i gusci, prima della calibratura: questa linea ha una capacità di 200 chilogrammi l’ora», prosegue Chianchia. Alla dimostrazione di utilizzo è seguita una serie di laboratori di preparazione di semilavorati curato dalla Mia Food Tech, azienda di Verduno (CN) specializzata nelle linee di lavorazione dolciaria.

Completano il quadro delle soluzioni dedicate al segmento post raccolta, esposte il 20 giugno ai visitatori, gli impianti di essiccazione delle nocciole: «Ne realizziamo con capacità variabili da 4 fino a 100 quintali. Le versioni carrellate, con portate fra i 20 e i 30 quintali vanno per la maggiore fra gli agricoltori, le altre macchine vengono concepite per l’installazione all’interno di impianti fissi, modulati sulla base delle esigenze dei clienti», precisa Chianchia.

Gli spandiconcime dominano, invece, il panorama dell’offerta fra le macchine per le lavorazioni in noccioleto. «Proponiamo il modello C300, vincitore nel 2019 del premio per l’innovazione agricola alla Fiera di Savigliano, dotato di fotocellula per localizzare lo spaglio in corrispondenza della pianta. La possibilità di regolare apertura e chiusura dello sportello di erogazione consente di dosare con precisione il concime in base alle esigenze dell’appezzamento», conclude Chianchia.

L’innovazione continua dei progetti è la chiave per affrontare le dinamiche di un mercato che ha ormai proporzioni globali, seppure con andamenti profondamente diversificati fra le diverse aree di produzione corilicola. «In Italia abbiamo raggiunto la saturazione sia nell’areale piemontese, che nel Viterbese e nel Mezzogiorno. Si sostituiscono macchine datate, per passare a soluzioni più moderne, grazie ai piani di finanziamento promossi dalle principali OP», spiega Chianchia. Il calo produttivo degli ultimi anni ha inciso pesantemente sul saldo delle vendite, specie nel Cuneese: «Le aziende hobbistiche con un paio di ettari che, fino al 2020, grazie a produzioni costanti avevano a disposizione un surplus da investire nella meccanizzazione chiudono, affittano i noccioleti e restituiscono le macchine», prosegue.

Diametralmente opposta è la situazione negli stati dell’area balcanica: «Serbia e Romania stanno investendo sul nocciolo e le prospettive di mercato, per il prossimo quinquennio, sono positive». La Turchia, invece, è un’eccezione: «un mercato molto grande verso il quale è difficile esportare e competere per lungo tempo», prosegue il titolare dell’azienda. Non mancano, infine, potenziali aree di nuova diffusione della coltura: «La scorsa settimana abbiamo ricevuto clienti dalla Danimarca».

La parte del leone nel fatturato annuale della realtà di Cherasco la fa però il continente americano: «Da solo il Cile vale il 30 per cento dei nostri volumi annui, in termini assoluti il 50 per cento delle transazioni con i mercati esteri. È un contesto in forte espansione, che trainerà, secondo i nostri rivenditori, la produzione mondiale nel prossimo decennio».

Dal Cuneese, terra di solide tradizioni agricole, Chianchia ha saputo esportare impegno e dedizione, tratti distintivi del mondo agricolo, conquistando in pochi decenni un ruolo di primo piano nel settore della meccanizzazione corilicola, un impegno ben condensato nel motto “Dove c’è una nocciola c’è Chianchia”.

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Pubblicato 22-06-2026

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