Anastatus bifasciatus protagonista nel Lazio: 100.000 insetti contro le cimici su nocciolo

Sulla cimice asiatica tanto si è detto e tanto è stato fatto a livello nazionale ma indubbiamente, soprattutto in alcune situazioni, il problema rimane aperto ed ancora importante.

Allo stesso tempo, questo fitofago ha acceso i riflettori sul problema “cimici” in generale, soprattutto su nocciolo, coltura comunemente soggetta a danni da cimiciato. Negli ultimi anni principalmente riconducibili ad Halyomorpha halys, ma storicamente legati a Gonocerus acuteangulatus, la classica cimice del nocciolo.

La straordinaria polifagia ed ubiquità della cimice asiatica ha fin da subito messo in evidenza la necessità di impostare programmi di controllo biologico, addirittura sbloccando legislativamente la possibilità di utilizzare un antagonista esotico quale la “vespa samurai”. Trissolcus japonicus, parassitoide della cimice asiatica, è stato usato in programmi sperimentali di lotta biologica inoculativa in diverse regioni d’Italia, gestiti da enti pubblici o soggetti comunque autorizzati dal pubblico.

L’intervento, autorizzato per un massimo di tre anni, con un quarto eventualmente concesso in deroga, ha fatto sì che nelle prime regioni inoculate, come il Piemonte, le introduzioni siano terminate. Nelle rimanenti regioni, i lanci proseguono nel rispetto dei canoni delle introduzioni inoculative: vale a dire un numero definito di individui inseriti in ambienti geolocalizzati, che sono e saranno oggetto di studio per diversi anni. L’obiettivo è quindi quello di valutare non solo l’insediamento e l’efficacia ma anche eventuali impatti che tali inoculi possano avere sugli equilibri dell’entomofauna utile indigena.

Trissolcus japonicus rimane quindi un esotico di non libera introduzione, ma la sua importanza sta spingendo soggetti privati ad agire in prima persona con introduzioni massive di antagonisti naturali. Di conseguenza, l’interesse per Anastatus bifasciatus aumenta. Parassitoide indigeno non soggetto ad alcun vincolo inerente a produzione e liberazione nell’ambiente e riconosciuto come il “nostrano” più presente ed attivo in natura laddove c’è Halyomorpha halys.

CBC Bioplanet, la biofabbrica di Cesena, tra le più importanti realtà europee nella produzione di insetti utili ed attiva sul mercato nazionale con la rete commerciale Biogard, dal 2019 alleva industrialmente e commercializza Anastatus bifasciatus. Questo parassitoide viene impiegato in programmi di introduzione stagionale volti ad accrescerne la presenza naturale, al fine di potenziare la sua attività come fattore di contenimento nei confronti della cimice.

Sui noccioleti, la sua già nota attività sulle uova di Gonocerus acuteangulatus, rende ancor più interessante l’immissione come fattore di controllo delle cimici in generale, e non a caso, negli ultimi 5 anni, tra le aree più attive nelle introduzioni del parassitoide, risaltano le aree corilicole in provincia di Cuneo.

In questo contesto storico, tecnico e legislativo, si è sviluppato il progetto ideato da CPN – Cooperativa Produttori Nocciole, per realizzare in prima persona un consistente potenziamento della lotta biologica alla cimice asiatica (Halyomorpha halys), che da tempo costituisce una concreta minaccia per l’agricoltura nel comprensorio dei Monti Cimini e, di riflesso, per l’intera economia viterbese.

Il 17 giugno 2026, sui corileti del territorio, in un totale di 35 siti selezionati tra i soci di CPN, Copront, Domus Nucum ed Ecolazio, è stata effettuata una prima tranche di lanci di Anastatus bifasciatus, integrando gli inoculi di antagonisti avviati già da tre anni con la Regione Lazio mediante lanci della vespa samurai (Trissolcus japonicus). Le aree di intervento sono state scelte presso aziende agricole biologiche associate CPN o in aree dove i trattamenti fitosanitari non vengono effettuati, in modo da dare il tempo agli insetti di insediarsi e diffondersi.

La volontà di CPN consiste nello sperimentare gli effetti di un consistente aumento di nemici naturali posti in campo fin dall’inizio del periodo di ovideposizione delle cimici, mediante l’introduzione di ben 100.000 esemplari di A. bifasciatus, insetto autoctono che non richiede autorizzazioni ministeriali ed è già commercialmente disponibile in quantità importanti.

Il meccanismo di azione di Anastatus bifasciatus è analogo a quello di Trissolcus japonicus, in quanto parassitoide che depone le proprie uova all’interno delle uova di cimice. Queste vengono uccise ed utilizzate per riprodursi incrementando la presenza ed attività di A. bifasciatus nell’ambiente nel corso della stagione.

In totale, durante il progetto, sono state utilizzate 400 confezioni da 250 esemplari ciascuna, diffuse contemporaneamente nei siti interessati in tre settimane successive, con l’obiettivo di massimizzare la possibilità che gli antagonisti intercettino le ovideposizioni della cimice asiatica.

In base ai monitoraggi e alle analisi sul campo, questo periodo risulta essere il migliore per lanciare i parassitoidi utili, in quanto si verifica una sicura presenza di ovature di cimice, aspetto fondamentale affinché il piano si sviluppi con efficacia. Nei lanci sono stati coinvolti anche i soci stessi, oltre che i tecnici delle diverse organizzazioni di produttori. Fondamentale il contributo del Gruppo Stelliferi & Viconuts che ha finanziato il lancio dell’Anastatus bifasciatus.

Anastatus bifasciatus – Foto CPN

L’azione promossa da CPN va ad affiancarsi all’attività di lotta biologica alla cimice asiatica con la “vespa samurai”, avviata già da tre anni dalla Regione Lazio. Tra i partner operativi agiscono l’ARSIAL, il Servizio Fitosanitario Regionale, Enea, l’Università degli Studi della Tuscia con il supporto del Coordinamento Corilicolo Territoriale (CCT).

La direzione intrapresa si sposa perfettamente con la filosofia di CBC Bioplanet, che fin dalle prime esperienze di lancio con A. bifasciatus ha posto in rilievo il possibile valore sinergico dell’uso contemporaneo dei principali antagonisti di H. halys.

Sappiamo che Trissolcus japonicus nei paesi di origine della cimice asiatica è identificato come l’antagonista più specifico della cimice asiatica ma il suo rilascio in Italia è legislativamente normato e limitato.

Allo stesso tempo, è altresì risaputo che Anastatus bifasciatus è l’antagonista indigeno più presente e più performante su cimice asiatica nel territorio nazionale. Gli viene inoltre riconosciuta la figura di nemico naturale della cimice del nocciolo Gonocerus acuteangulatus, elemento che ne rende ancora più coerente l’impiego nei contesti corilicoli.

Con A. bifasciatus, si possono quindi effettuare introduzioni massive, per incrementare la presenza dell’antagonista nell’ambiente fin dai primi periodi stagionali di ovideposizione della cimice con l’obiettivo di velocizzare il raggiungimento di un equilibrio col fitofago fin già nel breve o medio periodo.

Il tutto è perfettamente integrabile al progetto di lotta biologica classica attuato coi lanci di T. japonicus, per il quale è ipotizzabile un obiettivo di contenimento nel lungo periodo. L’uso di ambedue i parassitoidi, come promosso dal progetto CPN, rappresenta la possibilità più concreta di raggiungere in tempi accettabili un equilibrio ecologico in grado di mantenere il fitofago a livelli tollerabili.

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